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pensieri sparsi e cazzate on-line!
musica
13 luglio 2010
INTERVISTA: Il favoloso mondo dei This Harmony. Frammenti di schegge improvvisate aspettando Yann Tiersen

I This Harmony sono quello che non ti aspetti. Questo ho pensato la prima volta che ho ascoltato in un live questo gruppo perugino.

Hanno incredibilmente basato tutto sull'essenziale della musica, per divenire indispensabili: una volta ascoltati sai che senza di loro stimeresti di meno la musica italiana.

Arrivano dalla periferia della musica emergente, da quella Perugia che tanto ha da offrire ma a cui tutti si dimenticano di chiedere. Già questa suona come una innovazione, perchè in Italia la periferia musicale viene sempre abbandonata a se stessa, perdendo così l'opportunità di scoprire nuovi modi di fare musica. Loro si sono imposti con eleganza e forza, caratteristiche che la loro musica ripropone sottoforma di suono di violino.

"Una base rock ed una linea guida che riporta ad arie e movimenti classici. Un suono tra il sacro ed il profano, tra la terra ed il cielo, tra la realtà e l’immaginazione. Il punto d’incontro ideale tra l’attuale vena indie ed armonie di matrice classica" così sono descritti sulle web pages di MArteLabel la giovane e piccola etichetta che ha avuto l'intuizione di promuoverli.

Adesso succede che questo gruppo dalla periferia sbuchi sul palco della manifestazione internazionale "Roma incontra il mondo" aprendo il concerto del 15 Luglio di uno dei big della musica mondiale, il polistrumentista francese Yann Tiersen. Certo non un punto di arrivo, ma un punto di partenza tutt'altro che scontato per quattro ragazzi che sono incredibilmente riusciti a rendere protagonista di una rock band lo strumento più classico, il violino.


HUBLOT: Per iniziare una cattiveria. Cinque aggettivi per descrivervi che non siano: innovativi, bravi, romantici, rock e indie (azzeccati e giusti, ma sono inflazionati nei vostri confronti).

THIS HARMONY: Strumentali, idealisti, gentili, costanti, seri.

H.: Il manifesto dei This Harmony, tratto da “lo spirituale dell’arte” di Wassily Kandiskij , si conclude con la frase “eppure ci sarà sempre qualcosa che la parola non può rendere compiutamente e che non è il superfluo, ma l'essenziale”. L’avete pensato prima o dopo aver scoperto che senza cantante si può?


T.H.: Prima abbiamo scoperto che senza cantante si poteva, poi che era l'essenziale.

H.:Notturno, il vostro ultimo album è stato pubblicato da MArteLabel, un’etichetta indipendente, piccola, e soprattutto nuova. È un handicap, o una scommessa?

T.H.: È una scommessa reciproca. Non è da tutti in Italia investire su un progetto difficile come il nostro. Stiamo crescendo insieme ed è bello così.

H.:Chiunque vi recensisca ci tiene a sottolineare che avete sostituito la voce con il violino “narrante”. Ora ditemi. È vero? o il progetto lo avete pensato senza voce?

T.H.: L'espressione in questione non va presa troppo alla lettera! È solo un modo per descrivere la cantabilità dei temi e la loro espressività, talvolta quasi discorsiva, che sopperisce al bisogno di una voce.

H.: Fa figo avere il violino narrante?

T.H.: Mmm...

H.: Il 15 Luglio sarete al festival “Roma incontra il mondo”, e fin qua è già un successo. Poi succede che sullo stesso palco dopo di voi salirà Yann Tiersen e qui non aggiungo commenti. A parte l’emozione, la felicità di suonare con un big della musica mondiale, cosa significa questo per i This Harmony (professionalmente parlando)?

T.H.: Lo scopriremo dopo. Intanto ci godiamo l'emozione fortissima.

H.: Questo concerto potrebbe essere il “trampolino di lancio” verso un grande e meritato successo. Ci si tuffa da sfrontati o con paura?

T.H.: Sfrontatezza e paura sono due aspetti immancabili del tuffo: senza sfrontatezza si rimane a terra, senza paura non è un tuffo ma una passeggiata.

H.: La prima cosa che direte a Yann Tiersen nel dietro le quinte?


T.H.: Dobbiamo ancora pensarci bene..la cosa più spontanea sarebbe abbracciarlo!

H.: Per chiudere una proposta. Che ne pensate di mettere un nano da giardino con microfono sul palco e presentarlo come vocalist del gruppo? Il violino narrante s’incazza?


T.H.: È un'idea carina, ma qualcosa ci dice che non la realizzeremo.


Grazie ai This Harmony per essersi prestati. Di seguito uno delle loro composizioni più belle
IMPROVVISAZIONE 13

musica
11 luglio 2010
S.U.B. la musica in beat: Intervista a Vlad
Quanto la musica sia lo specchio dei tempi non c’è bisogno che sia Hublot a dirlo. Poi soprattutto Hublot non è un esperto, ma ciò non toglie che ci sia la curiosità di capire quale siano le tendenze degli anni dieci. E allora capita che su facebook clicchi un link, e finisci sulla pagina di S.U.B., Sud Under Beat, un sito under costruction che già ha voglia di dire la sua, o meglio, ha voglia di suonarle a tutti.
S.U.B. è quella che nel gergo musicale si può definire etichetta indipendente, ma soprattutto S.U.B. è probabilmente la tendenza che stavamo cercando, e cioè un nuovo modo di fare, distribuire, ascoltare, sentire musica.
Hublot è un po’ più curioso ed ha quindi chiesto qualcosina a Vlad, uno degli ideatori e promotori insieme a Monotype del progetto S.U.B.

Hublot: Cos’è Sud Under Beat?
VLAD: Una net-label, ma anche un portale, una piazza virtuale, un non-luogo virtuale dove alcune forme musicali trovano spazio

H.: Come e perchè nasce il progetto S.U.B.?
V.: Per l’esigenza di avere un posto dove pubblicare e distribuire gratuitamente i nostri lavori

H.:Cosa Vi ha spinto a puntare tutto sul free download?
V.:Il mercato mondiale del disco è in crisi, i giovani gruppi faticano a pubblicare perchè c’è il loop di edizione-distribuzione-ufficio stampa. Se non cedi le edizioni il disco non viene distribuito, se non è distribuito l’ufficio stampa non prende il lavoro, se non hai l’ufficio stampa la distribuzione non prende il disco. Per non parlare poi dei guadagni inesistenti!
Tanto vale scavallare tutto ciò e rendere libero quello che normalmente è illegale: scaricare musica dalla rete!


H.:Proponendovi come etichetta “all aggratisse” si presume che punterete tutto sui Live. Non avete paura dell’avanzata commerciale che vede anche nei migliori locali la preferenza per le cover band?
V.:S.U.B. è una net label di genere (Dub e D’n’b), io e Monotype produciamo questi generi dal 2000 e finalmente ci siamo decisi a metterli in rete.
Vorremmo coinvolgere persone che hanno la nostra stessa passione cercando di intensificare la nostra rete di contatti condividendola.
Le Cover Band sono oramai un fenomeno in discesa, non abbiamo paura di questo, considerando poi il fatto che stiamo partendo dal basso, dal sub, lavoriamo in tutti quegli ambienti dove le cover band non vengono invitate.

H.:Qual è il primo obiettivo che vi siete proposti di raggiungere?
V.:Ripartire dal movimento...
veniamo dai centri sociali e dalle radio libere, siamo cresciuti a Cosenza tra il Gramna e Radio Ciroma. Per anni ci siamo persi dietro a quello che non siamo: discografia etc. etc., vogliamo tornare da dove siamo venuti e riaffermare il nostro essere (musicale).
Abbiamo iniziato una collaborazione con i ragazzi di Utopie Sorridenti e con il collettivo Red Shift, movimento di lotta all’Università della Calabria. Insomma ci stiamo riprendendo i nostri spazi!

H.:Quali sono i programmi per l’estate?
V.:Chiarirci le idee, in questo momento abbiamo tanta confusione, ma una confusione dovuta alle mille idee e alle mille cose da voler fare. Settembre sarà il nostro battesimo del fuoco!

H.:ed invece, quale sarà la canzone dell’estate di SUB?
V.:Spero nessuna in particolare!!!! speriamo che le nostre release siano scaricate da tante tante persone!!!!!






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HUBLOT CHI?

Calabrese adottato dalla Capitale, bianco caucasico, capelli neri, occhi castani, normalmente alto.

Anti-berlusconiano, senza paura di dirlo, senza Dei e senza bavaglio in una parola Nichilista (nel senso di Vendola).
Vivo con Pamela, che ogni tanto si intrufola a postare i suoi racconti, e Roger, che non scrive sul blog perché è un gatto


e-mail:
mlenders84@rocketmail.com


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