.
Annunci online

pensieri sparsi e cazzate on-line!
diari di viaggio
17 luglio 2009
Adeu Geert Geertsz...
Oggi mi sono fermato a ricordare.
Mi sono fermato affascinato dallo spettacolo che offre la velocità di una città come Roma, bloccata nel traffico, paralizzata, e comunque riconosciuta come velocità.
Ascolto Rino Gaetano, e ricordo Lorenzo, compagno di viaggio di questo ultimo anno vissuto fuori casa, fuori città, fuori Italia. Vissuto a Valencia.
Sono ritornato ormai quasi da due settimane e solo ora mi accorgo quanto Roma vada veloce, solo ora inizio a ricordare.
Ricordo Valerio, conosciuto sull'aereo per Valencia, che mi parlava di strade.. calles.. locali, suoni nuovi,nomi di posti che sarebbero stati miei nel giro di qualche mese.
Ricordo che "chiamos per la casas" per me era una frase detta e pronunciata in un perfetto spagnolo..
Ricordo una settimana di stanze trucide, e di delusioni giornaliere.. e poi alla fine Giorgia, che mi dice "domani vado a vedere un appartamento vuoi venire?" ..e poi Lorenzo, paziente profesore de idioma.. ricordo la prima uscita al Tucan, locale brutto, pessimo.. ricordo los florencianos michela, francesco e domingo, compagni di disagio già dall'ostello.. gente diversa da me, così diversa dalla gente che avevo frequentato negli utlimi anni al punto da affezionarmici.
Ricordo altre cose.. ma le racconterò senza fretta
 
 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. valencia eramsus

permalink | inviato da mlenders il 17/7/2009 alle 17:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
DIARI
17 dicembre 2008
Pensa se l'avessero chiamato Geert Geertsz.. cazzate varie da un erasmus.

Tre mesi di Erasmus e non sentirli.. woo!
cmq metto qua due o tre considerazioni su quello che sto vivendo, non per me, ma per te povero lettore che sei capitato su questo blog digitando su google la stringa "erasmus + valencia + spagna" o anche solo una delle tre... anche perché non so se questo blog abbia dei lettori..
vabuó procediamo:

  1. Perché l'hanno chiamato "Erasmus"? Il caro vecchio Erasmo da Rotterdam (il nome del progamma è in suo onore) era un filosofo olandese al quale piaceva un botto viaggiare. Il bello é che il suo vero nome é "Geert Geertsz", pensa l'avessero chiamato così.. "sai a settembre parto per il Geert Geertsz", "a si! e dove vai a fare il girtzirtighi".. 
  2. La sua opera piú famosa e la piú apprezzata si chiama "Elogio della follia", ma per conprenderne la relazione con l'Erasmus, prima, ci devi fare almeno 3 mesi.
  3. Hai giá fatto domanda? no? beh sappi che la 13esima fatica di Èracle (sorpreso??? pensavi Ercole studia somaro!! scherzo é lo stesso..) é stata "LA BUROCRAZIA dell' ERASMUS", durante la quale visitó 322 sportelli informativi, 22 professori, 4 segreterie per 30 volte, parlato con 100 persone diverse e lotatto contro il sistema informatico dell'Universitá. Nella letteratura non si parla della tredicesima fatica solo perché non fu portata a termine: Ercole non riusci mai a trovare la misteriosa figura del "Responsabile dello Scambio". Comunque non disperare, molta gente c'è riuscita.. ne è un esempio chi scrive, ma devi avere una pazienza da monaco buddista.
  4. Esami all'estero. Preparati giovane, in Italia non si fa un cazzo! quindi se parti con l'idea, devo dire spesso fondata, di studiare.. beh! devi studiare veramente. É vero qualche professore si mostra piú disponibile, ma credimi ti devi fare il culo.. ma questo dipende dalla tipologia di erasmus.
  5. Tipologie di Erasmus.
  • Il Vergine. Assolutamenete non riferito alla sua sessualitá, ne tanto meno al suo segno zodiacale. Il Vergine é una persona che ha dai 20 ai 22 anni, studia in una piccola Universitá d'europa, e vive in un piccolo paese con i suoi. Capisci bene che una persona abituata a questa vita viene scotatto dalla nuova realtá. Innanzitutto, arriva nella cittá dove deve fare l'Erasmus accompagnato da almeno uno dei genitori. Per la prima settimana non apre bocca, il genitore parla per lui. Ma dopo una settima succede qualcosa. Il genitore parte. É da solo. Passerá una settimana di crisi totale. Dopodiché diventerá quello piú informato sulle feste erasmus, quello che sa giá i nomi di tutte le strade, e quello che con piú probabilitá non ritornerá mai piú al paesello.
  • L'Erasmus classico. Spesso di 22-23 anni. Parte sapendo giá cosa lo aspetta. L'anno prima é stato a trovare l'amico in Erasmus, e sa giá. Sa giá tutto. Il giorno in cui arriva si presenta direttamente al locale degli erasmus. É giá scritto a tutte le associazioni erasmus della cittá. Per il piú delle volte non prenota l'ostello per i primi giorni. Ha saputo dagli amici che sono giá stati in erasmus, "che il primo giorno fai giá amicizia e un posto dove dormire lo trovi". Cazzata. Pagherá la prima notte nella nuova cittá almeno 100€ in albergo. L'erasmus classico si immatricolerá ad almeno 15 esami. Perché sempre gli amici che hanno giá fatto l'erasmus gli hanno detto "che per gli erasmus gli esami sono regalati". Cazzata. Finirá l'erasmus avendo dato solo due esami.. copiati. L'Erasmus classico é quello che quando gli hanno proposto di fare il corso di lingua prima di partire ha detto "un mio amico che ha giá fatto l'erasmus mi ha detto che in due mesi giá parlava" (questa giustificazione é portata all'estremo quando si tratta dello spagnolo: infatti molti dicono due settimane). Comunque, CA-ZZA-TA. Finirá l'erasmus sapendo pronunciare esattamente solo le parolacce.
  • L'Erasmus Atipico. Giá dal nome capirete che non é facile parlarne. L'Erasmus atipico é quello che compare dopo due mesi. Verso Natale lo becchi a lezione, e scopri che é della tua stessa nazione, ma te lo deve dire Lui. Perché parla giá perfettamente la nuova lingua. É circondato da stranieri con i quali sembra avere un'amicizia datata. Parlandoci scopri che: "mio padre ha lavorato qui tre anni fa", "Ho fatto due mesi in giro per il Sud America* facendo cappello", "Avevo una ragazza spagnola*". Comunque non ti dirá mai ho studiato la lingua prima di venire. L'erasmus atipico non andrá mai "NEI LOCALI ERASMUS". Non si sa dove esce la notte. L'erasmus atipico conosce giá tutti i professori e li chiama per nome. L'erasmus atipico a Natale ha giá girato tutte le cittá nei dintorni, e ne conosce locali, e ristoranti. É difficile descriverlo meglio di cosí, é atipico.
  • Il Transazionale. É quella persona che semplicemente voleva cambiare aria. Giá in Erasmus in Italia, perché partito con la valigia di cartone dal Sud verso il Nord, nella nuova realtá non deve far altro che fare una transazione. Fará tutto quello che faceva nella sua cittá di origine, peró utilizzando una nuova lingua e con nuovi amici della sua stessa specie. Probabilmente l'unico che qualche esame se lo dará veramente.
  • Il Culturale. É quell'erasmus che rinnegherá la sua patria. Avrá solo amici stranieri, e si adatterá in tutto e per tutto alla nuova cultura. Lingua, modi di dire, cibo.. ecc. A fine Erasmus é quello che sparerá tutte quelle boiate che fregheranno l'erasmus classico.

Ora entriamo piú nel merito del mio Erasmus.
Adesso mi trovo a Valencia, Comunitat Valenciana, España.
É una cittá molto bella, ma per i miei gusti troppo moderna. Sede di Gp di formula1, MotoGP, e American's Cup. Insomma girano un pó di quattrini. E difatti non é una cittá economica. Costa tutto piú di quanto costi nel resto di spagna (escluse Barcellona e Madrid). Peró é facile incontrare locali economici o ristorantini economici, ma lí i valenciani non ci vanno perché hanno i soldi per andare in quelli meno economici.
Si parla "Valenciano", Catalano Occidentale, insomma qua in spagna fanno di tutto per dividersi. Ma in cittá si parla Spagnolo, e anche l'universitá permette a chi vuole di fare i corsi in Castellano.
La spagna non é il paese che descrivono, la movida spagnola attuale é un pallido ricordo della strorica movida degli anni '80, che dalla strada a tirato fuori i migliori artisti contemporanei spagnoli. Adesso per movida si intende bere fino al coma etilico, e per farlo non hai bisogno di venire in spagna, a me é successo a Siena, capodanno 2006.
Si esce per lo piú nei locali, le strade e le piazze sono vuote, o meglio non sono vissute come lo sono in Italia. É un pó la stessa situazione che c'é a Bologna. Comunque per adesso meglio vivere qua. L'atmosfera é molto diversa. Il pessimismo degli italiani, l'ansia che l'altro possa essere un raccomandato, la mafia, Berlusconi, qua non si sentono. É la giusta boccata d'aria.

Ádesso che sono qua mi rendo conto che fare l'Erasmus é la miglior scelta che uno studente possa fare. L'universitá italiana fa veramente schifo. Riforma o non riforma, mancano le strutture. Non abbiamo nulla. Io adesso sto scrivendo questo post da un computer portatile prestatomi dalla biblioteca. Ho studiato statitistica in un aula di statistica, non pensavo potesse essercene una, davanti al computer e mettendo in pratica in tempo reale la spiegazione del prof.
Non ti ammorbo con altre menate.. approfondiró ogni discorso qui accennato in post successivi..
Adesso ti dico soltanto.. l'Erasmus é da fare.. tu scegli solo la maniera.. il dove lascialo pure al caso.

DIARI
26 luglio 2008
::::::::::ITAGNOLO::::::::::::::
Con questo intervento inauguro sul blog la rubrica "ERASMUS".
E si, perchè da settembre sarò in quel di Valencia, nella mitica (e socialista) Spagna.
Da pochi giorni ho vinto una delle borse residue per poter accedere al programma UE. Non vedo l'ora.
Un esperienza all'estero, stroncare un pò di vecchie storie, poter ricominciare da capo, nuove persone.. vento di novità.
In questa sezione posterò, spero le belle storie con cui avrò a che fare in terra iberica, foto, notizie, e magari anche qualche commento sul Bel Paese visto da fuori.
Allora, fatemi un in bocca al lupo!
A presto...


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Erasmus Spagna valencia psicologia

permalink | inviato da mlenders il 26/7/2008 alle 19:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
dicembre       





HUBLOT CHI?

Calabrese adottato dalla Capitale, bianco caucasico, capelli neri, occhi castani, normalmente alto.

Anti-berlusconiano, senza paura di dirlo, senza Dei e senza bavaglio in una parola Nichilista (nel senso di Vendola).
Vivo con Pamela, che ogni tanto si intrufola a postare i suoi racconti, e Roger, che non scrive sul blog perché è un gatto


e-mail:
mlenders84@rocketmail.com


Bookmark and Share

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

FACEHUBLOTBOOK



Vday

Vday




www.flickr.com