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pensieri sparsi e cazzate on-line!
12 dicembre 2010
Per tutti i pappagalli Jolly Roger (leggi a mò di esclamazione con voce da pirata)
Da qualche giorno l'autore di questo blog si è trasferito qui
Solo voglia di cambiare.. Il Cannocchiale rimane una piattaforma che stimo..



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cinema
5 novembre 2010
Napoli Passion
Questo blog ha la sua caratteristica principale nella lentezza. Meglio ancora: questo è un blog stanco.
Infatti, circa un anno fa ho inserito tra le sezioni (o categorie?) del blog una sezione dedicata
al cinema che non è mai stata sfruttata, utilizzata: un po' perché da quando io ed €. ci frequentiamo poco non riesco ad andare al cinema con disinvoltura, ed un po' perché non becco film che mi facciano scattare la molla. Però questa volta sento che è arrivata la volta buona ed il colpevole è Passione di John Turturro

Sono entrato in sala con la sensazione di essere andato a fare qualcosa di cui mi sarei dovuto pentire. Un ora e mezza di musica mi han detto, avevo sinceramente paura di beccarmi un'americanata di musical realizzato secondo le regole della più classica sceneggiata napoletana. Un mostro.
Ma ho capito subito che Passione non è un film, o meglio è un film che sembra un documentario, ma non lo è, direi che è un saggio.
Saggio è la definizione più appropriata. Un saggio su Napoli e la sua musica.
Conoscevo molti degli artisti coinvolti dall'italoamericano Johnariello: Avion Travel, Raiz, Peppe Barra e Pino Danile, ma tanti altri no, e tra questi la più sorprendente Pietra Montecorvino, interprete insieme a Raiz e M'Barka Ben Taleb di una bellissima Nun Te Scurdà.
 
Mi avevano parlato di Turturro, ma non ne avevo avuto esperienza diretta, quindi percepivo un malumore strano.
Però dopo dieci minuti ero contento di essere seduto nella sala semideserta dell' Alhambra, avevo già capito che sarebbe stata una bella esperienza. 
Turturro si permette di fare il cicerone nelle piazze e nelle viuzze più sperdute della musica napoletana, ne ripercorre in qualche maniera la storia senza cadere nell'errore di riproporre suoni di altre epoche, fa tutto spaventosamente bene: racconta una città che chi guarda stenta a riconoscere, perchè Napoli, per chi non ci vive o la conosce poco come il sottoscritto, è sinonimo di malavita, immondizia per le strade, canzoni neo-melodiche sparate a palla da piccole smart (rosa) decappottabili. Ma Turturro, forse perchè parla in inglese al pubblico, e fa parlare in inglese molti degli intervistati, ti facilita l'entrata in un mondo nuovo, che però col passare dei minuti ti fa riconoscere.
Non parla di camorra, morti ammazzati, inefficienze, ma non parla nemmeno di monumenti, mare, sole, mandolino e pizza, parla "solo" dei napoletani, del loro carattere, ed ad essere sincero non ne parla lo mostra scegliendo come scenografia la Napoli della gente, quella dei colori pastello, dei graffiti in dialetto.
Poi, grazie a questo film ho rivalutato la "sceneggiata napoletana" per nulla una cazzata, ma un esercizio di genio napoletano, poiché nasce per evitare una vecchia imposta del 3% applicata ai cantanti che non lo era per gli attori, fantastico!
Alla fine del film ti rimane dentro come la sensazione di aver riscoperto un lato di te che non sapevi di avere, e che, soprattutto, piace alla gente. "Passione" è proprio un bel film.


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musica
24 ottobre 2010
5 consigli su come "leggere" le recensioni musicali
Ho notato che da qualche giorno, ed anche più, nella blogosfera si parla di questa lista di consigli (in italiano qui) su come scrivere una recensione musicale.
C'è chi la critica, chi la condivide, chi la prolunga, chi "io non sono nessuno per dare consigli, ma..", chi "lui non è nessuno per dare consigli, e.." insomma se ne parla. Io l'ho letta tutta ed alla fine è venuta anche a me la voglia di dare consigli, e poiché non scrivo recensioni ma le leggo ho pensato di scrivere "5 consigli (di più è autocelebrazione!) su come "leggere" le recensioni musicali

1. Leggi sempre le recensioni dopo aver ascoltato il CD, saprai come leggerle

2. Chi scrive recensioni musicali solitamente (si spera) è un "esperto di musica" e non di recensioni, cerca di capire!

3. Le "nuove promesse del panorama musicale italiano" il più delle volte fanno cagare, altre sono dei geni: la linea è sottile 

4. Un gruppo, o musicista, descritto come "brioso" fa sempre cagare e non ha niente a che vedere col genio

5. Assante non è la Bibbia, al massimo un versetto, e si! RockIT è radical chic


"I criticise people 
and in return I am not surprised 
if other people criticise me. 
It is part of the whole deal 
of being in the public arena."

Everett True

Comunque sia i consigli aggratisse non vanno mai seguiti..



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CULTURA
11 ottobre 2010
Rubicchio. L'eroe italiano specchio del paese
Non so quanti di voi abbiano avuto occasione di vedere un video di "Rubicchio", cartoon che va in onda su Moby TV, (che trasmette in metropolitana e autobus di varie città italiane)?
Bene, per chi non lo sapesse Rubicchio è il ladruncolo dell'immagine qua a fianco.
E' un personaggio simpatico, della serie "sono dolce e sfigato, amami!". Sfigato lo è davvero, infatti, a causa di una maledizione scagliatagli contro da una zingara è sballottato nel tempo avanti e indietro, ed in ogni avventura ha sempre qualcosa da rubare, ma la fortuna non lo aiuta mai. Infatti, appena riesce a mettere le mani sul suo obiettivo la maledizione si fa viva e un "POooF" lo rispedisce nella dimensione spazio temporale. Devo dire che ogni puntata riesce ad essere originale e divertente e quasi mai banale, al punto d'avere un vero seguito e un sito internet dedicato ai suoi fan.
La cosa non è una notizia degna di post, ma io ricordo le prime puntate del nostro eroe, in ognuna la morale era "ATTENTI AI BORSEGGIATORI".
Ma negli anni qualcosa è cambiato, da ladro beccato e punito dalla polizia, dalla randellata di una vecchietta ecc., si è passati a "Rubicchio protagonista di un appassionante viaggio nel tempo, dove lui fa le marachelle, gli vanno male, ma comunque se la scampa".
In poco tempo da ladro si è trasformato nell'eroe che meglio incarna i valori del nostro paese. Come diceva mia nonna:
"Povera Italia, e disperata Francia"

PRIMA


DOPO


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VIAGGI
28 settembre 2010
la geniale idea di disegnare ovunque meno che su un foglio
Ho deciso di inserire questo post nella categoria "VIAGGI", potete contraddirmi?




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TECNOLOGIE
26 settembre 2010
live
Clamorosamente impegnato a distrarre la notte mi viene in mente di suggerire a tutti quelli di passaggio questo sito, di cui non vi dirò assolutamente nulla, ma vi prometto che per molti potrà essere veramente interessante



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CULTURA
2 settembre 2010
La Regina del bosco
Sulle montagne della Sila sembrava quasi che il sole si potesse toccare. La PiccolaElena aveva deciso di festeggiare Agosto sul rigoglioso Appennino Calabrese, armata di sole comode scarpe e di un ramo spezzato promosso a bastone da passeggio. In mezzo alla natura lei era la regina del bosco, tutto era suo, ovunque il suo sguardo si posasse vedeva sue proprietà. “Ecco una lunga e verde foglia!” Zac. “La attorciglierò e la intreccerò per farne una bella corona regale! Che regina sarei senza una corona regale!” disse la non ancora regale PiccolaElena. “Oh ecco un fiore morbido e colorato!” Zac. “Ne farò un bell’orecchino regale! Che regina sarei senza un orecchino regale!” disse la quasi regale PiccolaElena. “Ma guarda quante succose more!” Zac. “Diventeranno il pasto regale! Che regina sarei senza pasto regale!” disse la ormai regale PiccolaElena e continuò a salire su per la montagna, ma proprio quando pensava di essere l’unico essere umano nel bosco, vide uscire da un grosso fungo di legno una piccola e bellissima bimba di nome PiccolaFrancesca. “Salve nuova regina della Sila”la salutò e più lei si avvicinava più la PiccolaElena non poteva credere ai propri occhi. La PiccolaFrancesca aveva dei lunghi boccoli di foglie, due belle margherite bianche ai lati della testa e una bocca a funghetto. “Dunque PiccolaElena lei deve al bosco 4 mila euro, mille euro per ogni bene sottrattogli”. La PiccolaElena iniziò a pensare che la sua giornata stava per prendere una piega sbagliata. “Ma come? Io non ho del denaro con me!” “e allora mi dispiace molto ma, come me e altre bimbe prime di me, dovrai dare qualcosa di tuo al bosco”. La PiccolaElena allora si toccò i capelli: erba! Si toccò le orecchie: margherite! Si toccò la bocca: mora! Allora la PiccolaElena non ebbe più alcun dubbio: la sua giornata aveva preso veramente una piega sbagliata.

PAMELA


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HUBLOT CHI?

Calabrese adottato dalla Capitale, bianco caucasico, capelli neri, occhi castani, normalmente alto.

Anti-berlusconiano, senza paura di dirlo, senza Dei e senza bavaglio in una parola Nichilista (nel senso di Vendola).
Vivo con Pamela, che ogni tanto si intrufola a postare i suoi racconti, e Roger, che non scrive sul blog perché è un gatto


e-mail:
mlenders84@rocketmail.com


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